
La malattia di Fabry
La Malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene GLA.1,2
Determina un deficit dell’enzima α-galattosidasi A, con accumulo di globotriaosilceramide (Gb3) nei lisosomi cellulari.2
Colpisce vari organi, in particolare rene, cuore e sistema nervoso, con manifestazioni progressive multisistemiche.
È classificata tra le malattie da accumulo lisosomiale e può essere trattata con terapia enzimatica sostitutiva o chaperoni farmacologici.4
Se ne riconoscono due tipi: classica (severa, più frequente negli uomini) e atipica (più lieve, limitata a un solo organo).3
Malattia di Fabry nelle donne
Fino a qualche anno fa le donne venivano considerate come portatrici sane della patologia4, in quanto eterozigoti, oggi è noto che circa l’80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia.5
Nelle donne, i sintomi insorgono mediamente più tardi rispetto agli uomini (13 vs 9 anni) e la diagnosi viene formulata con un ritardo medio di circa 20 anni, spesso a causa di iniziali errori diagnostici.5
Le pazienti dovrebbero essere valutate e monitorate in modo analogo a quanto raccomandato per gli uomini (ovvero una valutazione iniziale completa seguita da controlli annuali), sebbene per le donne asintomatiche si possano prendere in considerazione intervalli più lunghi tra un controllo e l’altro.6


Aspetti relativi alla procreazione
In presenza di un sospetto diagnostico di malattia di Fabry, la gravidanza rappresenta un elemento di particolare rilevanza clinica. La gestante e il partner dovrebbero pertanto essere indirizzati a consulenza genetica, al fine di valutare l’opportunità di eseguire una diagnosi prenatale sul nascituro.5
Le madri affette hanno il 50% di probabilità di trasmettere la malattia ai loro figli, sia maschi che femmine.2
Sia i figli maschi sia le figlie femmine che ereditano il gene difettoso saranno considerati affetti. Nel maschio generalmente le manifestazioni sono più gravi e precoci, mentre nei soggetti di sesso femminile le manifestazioni possono variare anche all’interno dello stesso nucleo familiare.2
I familiari non ancora identificati possono essere individuati in una fase precoce della malattia attraverso lo screening della mutazione tra i membri della famiglia.2
Diagnosi
Poiché molti pazienti ricevono inizialmente una diagnosi errata, possono passare più di 10 anni dalla insorgenza della sintomatologia alla identificazione della malattia.2
Se, dopo anamnesi accurata, esame obiettivo, test di laboratorio e tecniche di imaging si sospetta la malattia, la diagnosi deve essere confermata dall’analisi dell’attività dell’enzima α-galattosidasi A e, in particolare nelle donne, dall’analisi molecolare.2
La diagnosi di malattia di Fabry in un soggetto implica un’elevata probabilità che altri componenti della sua famiglia siano affetti dalla stessa condizione. È quindi opportuno comunicare loro che potrebbero essere portatori del gene mutato.7
La DIAGNOSI PRECOCE e l’inizio del trattamento devono
essere effettuati il prima possibile, sia per ridurre i sintomi sia
per rallentare lo sviluppo della malattia.8

Sintomatologia
Nelle donne, i sintomi possono essere molto diversi per intensità (da lievi a severi) e comunque simili a quelli osservati negli uomini. L’esordio e lo sviluppo delle complicanze tendono tuttavia a manifestarsi più tardivamente rispetto agli uomini.2
Nelle donne, le principali manifestazioni iniziali comprendono formicolio a mani e piedi, disturbi gastrointestinali, ridotta sudorazione, opacità della cornea e, anche se meno frequentemente, lesioni cutanee vascolari localizzate principalmente sul seno, sulle labbra e sul tronco.2
Se i suddetti segni e sintomi compaiono per la prima volta, oppure se la loro frequenza o intensità sta peggiorando, è necessario consultare il proprio medico curante.
Egli sarà in grado di fornire la soluzione migliore per gestire la malattia.10

Percorso durante la malattia
Il percorso della paziente con malattia di Fabry varia a seconda dell’età di insorgenza della malattia e della sua gravità (la classica è più grave e precoce, la atipica più lieve e tardiva).1
Tale eterogeneità del decorso clinico è riscontrabile anche tra soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare e portatori della medesima mutazione.1 Di conseguenza, il profilo clinico-evolutivo di ciascuna paziente è da considerarsi peculiare.

Parlare della malattia di Fabry
Nelle pazienti con malattia di Fabry, la patologia può determinare un notevole carico fisico ed emotivo, con effetti estesi anche al nucleo familiare. Dopo la diagnosi, è quindi molto importante il confronto con un medico genetista o con uno specialista nelle malattie da accumulo lisosomiale, per aiutare la paziente e chi la assiste a capire meglio la malattia.⁶
La consulenza preconcezionale e prenatale dovrebbe essere offerta a tutte le donne in età fertile, quale componente essenziale della gestione multidisciplinare della malattia.⁶
Prendersi cura del proprio benessere
Alcune pazienti affermano che la diagnosi precoce abbia comportato anche la perdita di una vita serena e una maggiore preoccupazione per il futuro.6
In taluni casi risulta pertanto opportuno rivolgersi a uno psicologo per affrontare le questioni psicosociali che possono sorgere a seguito di una diagnosi di Fabry:6
- ansia relativa alla progressione della malattia
- senso di colpa legato alla possibilità di trasmetterla ai figli
- rifiuto di accettarne la progressione
- altre emozioni intense quali rabbia, dolore, disperazione
- ripercussioni sull’autostima e sull’identità personale
Poiché i sintomi della malattia di Fabry variano notevolmente da persona a persona, è importante prestare attenzione a qualsiasi cambiamento si manifesti nel proprio corpo e comunicarlo al proprio medico il giorno della visita, anche se i sintomi non sono presenti in quell’occasione.11

Ruolo del team multidisciplinare
Quando si riceve la diagnosi di malattia di Fabry è importante che la gestione dei diversi aspetti della patologia venga affidata a medici esperti in grado di
coordinarsi con altri specialisti per una presa in carico completa e funzionale.12
Ricordiamo infatti che la carenza dell’enzima α-galattosidasi A porta all’accumulo di una particolare sostanza causa di malattia multisistemica, che richiede pertanto la consulenza di diverse figure professionali in ambito sanitario (vedi figura).3
Il trattamento e le successive valutazioni, volte a valutare la risposta terapeutica, saranno quindi supervisionati da un medico esperto, avvalendosi del contributo di specialisti che abbiano anch’essi esperienza in materia.6
Collaborazione tra medico e paziente
Con il progredire della malattia potrebbero manifestarsi nuovi sintomi o quelli esistenti potrebbero aggravarsi.12 Nel caso in cui dovessero presentarsi più intensi o più frequenti, è necessario rivolgersi al proprio medico, in modo da poter stabilire quali strategie siano più adatte al caso specifico.12
La tempestiva segnalazione della comparsa o dell’aggravarsi dei sintomi consentirà al medico di gestirli al meglio.12
1. Desnick RJ et al. Fabry Disease, an Under-Recognized Multisystemic Disorder: Expert Recommendations for Diagnosis, Management, and Enzyme Replacement Therapy. Ann Intern Med 2003;138(4):338-46. doi: 10.7326/0003-4819-138-4-200302180-00014.
2. Martins AM et al. Guidelines to Diagnosis and Monitoring of Fabry Disease and Review of Treatment Experiences. J Pediatr 2009;155(Suppl 4):S19-31. doi: 10.1016/j.jpeds.2009.07.003
3. Arends M et al. Characterization of Classical and Nonclassical Fabry Disease: A Multicenter Study. J Am Soc Nephrol 2016;28(5):1631–1641. doi:10.1681/ASN.2016090964
4. Germain DP. Fabry disease. Orphanet J Rare Dis. 2010;5:30. doi: 10.1186/1750-1172-5-30
5. Women living with Fabry disease take a much different journey. In https://rethinkfabry.com/changing-how-we-think#women-living-with-fabry-disease
6. Ortiz et al. Fabry disease revisited: Management and treatment recommendations for adult patients. Molecular Genetics and Metabolism 2018;123:416–427
7. Who in your family could have Fabry? In https://rethinkfabry.com/changing-how-we-think#who-in-your-family
8. Soaring new possibilities in Fabry disease. In https://rethinkfabry.com/#video-banner-tiles
9. Fabry disease can cause challenges even when it’s considered under control. In https://rethinkfabry.com/the-hidden-impact#fabry-disease-challenges
10. Keeping track of symptoms. In https://rethinkfabry.com/the-hidden-impact#what-you-can-do
11. Keep track of your Fabry symptomsand take charge of your health. In https://rethinkfabry.com/taking-action#track-symptoms
12. Working with your care team proactively. In https://rethinkfabry.com/taking-action#care-team
